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ANDROID NON È OPEN SOURCE, ANDROID NON È GNU/LINUX

Sempre più spesso capita di leggere articoli e commenti che inneggiano ad un “android open source a differenza dei sistemi apple proprietari”. Voglio qui chiarire come si tratti di una colossale e ben studiata mossa di marketing, e che come molti utenti apple si comportano da fanboy, allo stesso modo lo fanno molti utenti android:
android è open source solo nella base, le sue app sono closed e spesso piene di adware che raccoglie dati dell’utente. Android è vagamente open e falsamente non proprietario. Anche MacOS gira su un core open source, cosa che pochi sanno, il sistema operativo unix Darwin (https://it.wikipedia.org/wiki/Darwin_(sistema_operativo)) sul quale gira un’interfaccia proprietaria Apple (aqua) e delle app proprietarie, ma nessun utente apple si vanta di MacOS open source, allo stesso modo iOS si basa su Darwin ed entrambi hanno un kernel open source XNU (https://it.wikipedia.org/wiki/XNU), ibrido di due kernel open source Mach (https://it.wikipedia.org/wiki/Kernel_Mach) e FreeBSD (https://it.wikipedia.org/wiki/FreeBSD). La storiella di “android è open, android è linux” l’ho più volte smentita e continuerò a farlo, in quanto è solo un inganno. Android si basa su una base open source ed un kernel linux, e molti confondono questo con i sistemi GNU/linux, ma Android non ha NULLA di GNU (https://it.wikipedia.org/wiki/GNU).
Inoltre Android viene spesso pesantemente modificato dai produttori, aggiungendo bloatware ed interfacce proprietarie (es: TouchWiz di Samsung, Sense di HTC, e tutte le altre interfacce dei produttori); sono infatti rarissimi i produttori di device che non aggiungono interfacce proprietarie sotto licenze proprietarie e closed source (es: Motorola che produce device con android Stock, non aggiunge interfacce proprietarie), tutti i produttori tranne rarissimi casi, producono e vendono device con interfacce proprietarie e closed source, e qui va a farsi fo**ere il tanto abusato concetto “android è open source”.

Come potete tutti ben constatare anche Apple basa i suoi sistemi su core open source, come fa anche android; mentre molti utenti apple sono fanboy di un logo, molti utenti android inneggiano ad un sistema open source solo per sentito dire, in quanto basato sul progetto open source AOSP (Android Open Source Project, che esclude google apps e servizi google in quanto rilasciati con particolari licenze), per loro non fa differenza se poi le app sono closed, evitate i soliti post con “esiste f-droid”, cyanogenmod o simili, perché di fatto le app proprietarie sono le app base di Android e molte rom android based, per esempio WhatsApp, Messenger, Skype, e la maggior parte delle app più utilizzate dagli utenti android; nella realtà dei fatti, quanti utenti hanno uno smartphone android (anche con rom differenti) pieno zeppo di app closed e con adware ed inneggiano ripetendo “android è open”?

La mia vuole essere un po’ di luce tra le ingannevoli nebbie create dal marketing, che spesso influenzano e non poco la cultura di massa.

La differenza tra questi sistemi con la base open source ed un vero sistema completamente open source, sia nella base che nelle applicazioni, sta nella totalità del codice utilizzato dall’utente finale; esiste GNU/Linux con il kernel open source Linux sul quale gira il sistema operativo GNU open source e free software, poi vi sono sistemi come MacOS, iOS e Android che hanno esclusivamente una base ed un kernel open source.
Se per Android intendiamo tutto l’ecosistema dato dall’insieme di kernel, base, ed applicazioni che ci girano sopra, ossia la definizione comunemente percepita dall’utente medio, possiamo constatare che i sistemi operativi apple ed android sono open source solo nel kernel e nel core, da questo si può dedurre che affermare “android è open source” è errato ed ingannevole, come altrettanto ingannevole è l’affermazione “android è linux”, portando a commettere lo sbaglio di associare “Linux” il kernel ai sistemi GNU/linux spesso erroneamente chiamati semplicemente “linux”(Stallman ci redarguisce spesso per questo errore).

Questo modello di sviluppo del software basato su app closed con adware e/o a pagamento, inventato da Apple e seguito da Google e Canonical (Ubuntu touch vi dice nulla?) porta a questo; è questo ormai diffuso modello di sviluppo il problema, oltre che per l’utente finale, si rivela essere un problema non indifferente e spesso sottovalutato per la comunità open source e free software, in quanto sviluppare app con adware e/o a pagamento genera guadagni, e gli sviluppatori sono sempre più attratti da questi soldi, fuggendo dall’open source e dal free software; nel frattempo si continua a sfruttare la comunità per lo sviluppo della base dei sistemi.

Invito inoltre a studiare bene le differenze tra l’open source ed il free software, quest’ultimo tra le varie regole implica che il software sia open source; il free software può essere una motivazione filosofica a cui inneggiare, l’open source si limita al semplice codice libero, ma non è free software. (https://it.wikipedia.org/wiki/Software_libero).

Aggiornamento date le continue risposte che affermano “Android è open source”:
Android (intendiamo tutto l’ecosistema dato dall’insieme di kernel, base, interfacce aggiunte dai produttori ed applicazioni che ci girano sopra, ossia la definizione comunemente percepita dall’utente medio) è basato su AOSP e molto codice closed, ha uno store closed che propone prevalentemente app closed. AOSP è open source. Android (il prodotto) NON È AOSP, android utilizza il codice di AOSP per creare un sistema ibrido che propone app proprietarie. Che poi esistano derivate di AOSP con f-droid come store è un concetto differente e l’articolo le cita chiaramente, prevedendo già risposte simili. Il codice spesso diffuso su Google Play non puoi ricompilarlo ed utilizzarlo, inoltre è closed source anche una componente essenziale come lo store, che ribadisco è atto alla diffusione di software closed e spesso contenente adware. Inoltre come già precedentemente scritto sono rarissimi i produttori di device che non aggiungono interfacce proprietarie sotto licenze proprietarie e closed source (es: Motorola che produce device con android Stock, non aggiunge interfacce proprietarie), tutti i produttori tranne rarissimi casi, producono e vendono device con interfacce proprietarie e closed source, e qui va a farsi fo**ere il tanto abusato concetto “android è open source”. Ovviamente giocare sulle definizioni di “sistema operativo” o “android” è la causa del problema, invito tutti a ragionare sul concetto di fondo.
Sono molte le lamentele circa la definizione di sistema operativo, se tecnicamente parlando “android” sia in realtà AOSP, se sia AOSP con le aggiunte delle google app, oppure l’android fornito all’acquisto nei vari device; terminologie e tecnicismi che possono variare di molto il senso delle cose. Il paragone con i sistemi Apple è volutamente provocatorio, quindi rilasciare commenti disprezzanti che vanno a definire delle differenze tecniche è perfettamente inutile, l’articolo va letto con un approccio filosofico e non dando precisa definizione tecnica delle differenze tra un sistema Apple ed Android, differenze che non vanno a modificare il senso del messaggio, che mira ad aprire le menti sulle errate percezioni che vengono create nei consumatori, e ad essi è principalmente rivolto l’articolo.

Quest’articolo è stato scritto proprio per dimostrare come il significato attribuito ad una parola può modificare la percezione delle cose, nel dettaglio:
· GNU/Linux viene erroneamente chiamato “Linux” traendo in inganno, generando l’errata convinzione diffusa che Android sia GNU/Linux in quanto utilizza il kernel Linux.
· Android al di la delle definizioni tecniche, per l’utente medio, il consumatore, è Android il prodotto, incluso quel che ci gira, e le interfacce proprietarie aggiunte dai produttori, è l’ecosistema Android, dato da una sistema seppur ambiguamente open source e le sue applicazioni, questo genera un inganno (voluto, casuale?) nella definizione “Android è open source”, mentre a partire dallo store, la maggioranza dell app sono closed source.
Il problema è generato proprio da una percezione differente del significato di “android”, ed oltre alla definizione tecnica (ed anche quella in questo caso si rivela ambigua) c’è quella data dalla massa di utenti medi, probabilmente quella più importante ai fini reali.

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rimanete sintonizzati…

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